Salar de Uyuni – Quello che vi aspetta

Dal Perù, eccomi in Bolivia, questa volta in compagnia di Silvi e Ross.

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Siamo pronte per partire alla volta di Uyuni, viaggiamo comodamente sulle poltrone semi-cama con l’ autobus notturno (partenza ore 20.30 dal terimal di La Paz) e arriviamo a destinazione alle 7 della mattina in una specie di città fantasma, buia e polverosa, avvolta da un freddo gelido.

Noi  abbiamo comprato il tour di 3 giorni e 2 notti direttamente a La Paz per essere “sistemate” una volta arrivate a Uyuni. Siamo riuscite a farci includere anche il tramonto sul salario, che di solito non è incluso. Le agenzie di Uyuni e le agenzie di La Paz offrono tour a prezzi molto simili tra loro tra i 750 e 850 Bol, il tutto sta nella buona capacità di contrattare, che a noi non manca!

Finalmente spunta qualche anima qua e la e alle  10.30 carichiamo i viveri necessari sulla Jeep 4×4, facciamo conoscenza con la guida e i nostri compagni di viaggio (una coppia olandese) e partiamo!

Ecco le tappe del tour giorno per giorno 

Day #1

Cimitero dei treni – locomotive arrugginite, vagoni dismessi e abbandonati risalenti al XIX secolo, fanno da sfondo a un paesaggio mozzafiato. Ci si può arrampicare ovunque per scattare foto e questo è il risultato.

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Colchany – piccolo pueblito in cui è possibile acquistare deliziosi souvenir di sale e visitare il museo interamente dedicato e costruito con sale

Salar de Uyuni – la più grande distesa di sale del pianeta, qui vengono estratte ben 25 000 tonnellate di sale annuali ma le potenzialità potrebbero essere molto più elevate. Pensate che questo immenso deserto salato ha una superficie grande quanto l’ Abruzzo! Corriamo sulla nostra jeep senza avere alcun punto di riferimento, incontriamo montones  de sal (mucchi di sale) pronti per essere raccolti e buche nel deserto detti occhi del deserto da cui è possibile estrarre i cristalli di sale.

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Hotel de Sal – E’ l’ ora dell’ almuerzo, ci viene servito il pranzo a base di riso verdure e carne all’ interno di uno spazio molto grande che condividiamo con tutti i viaggiatori e che è interamente costruito di sale. Scattiamo qualche foto in mezzo alle bandiere di quasi tutto il mondo (Italia esclusa) , quindi ci accontentiamo di coprire lo stemma del Messico e ripartiamo.

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Isla InkaWasi – detta anche isla del pescado perché dall’ alto ha un’ indubbia forma di pesce,  la unicità è data dal fatto che questa isola è interamente abitata da un custode e da migliaia di cactus di ogni altezza e forma, salendo la cima si può godere di un panorama a 360° sul salario. Stupendo!

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Hostel Chubica – dopo aver contemplato un tramonto indimenticabile, arriviamo all’ ostello nemmeno a dirlo tutto costruito in sale, tavoli, sedie perfino i letti,  dopo cena decidiamo di uscire per vedere le stelle, nessun cielo mi è mai parso talmente stellato come quello di quella notte.

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Day#2

La bellezza dell’ alba supera la bellezza del tramonto, la sveglia delle 5 è un regalo che ci permette di ammirare la natura più incontaminata nelle sue ore più belle. Una grande gruppo di Vicuña, animali selvatici simili a lama ma molto più “eleganti, rende il paesaggio ancora più affascinante

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San Juan – breve sosta in questo piccolissimo pueblito dove è possibile acquistare birre artigianali a base di quinoa o foglie di coca

Salar de Chingana – i paesaggi che si susseguono sono sempre più ampi e infiniti, spicca la vetta del Volcan Ollangue

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Laguna Canapa – abitata interamente da fenicotteri rosa che si possono vedere a pochissimi metri di distanza, questa zona è ricca di zolfo.

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Laguna Hedionda – più grande della prima e anche questa popolata da una miriade di fenicotteri rosa, pranziamo sopra un asse di legno deliziate da un panorama bellissimo proprio davanti alla laguna

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Laguna Chiarkota – laguna Honda – sono altre due lagune che si incontrano durante il tour

Arbol de Pietra – formazione rocciosa che ha la forma di un albero, formato dall’ erosione del vento sulla roccia

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Ingresso alla Riserva Nazionale della Fauna Andina Eduardo Abroa – questo parco ha un costo di 150 bol, nel nostro tour era compreso ma di solito non è incluso.

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Laguna Colorada – che dire, questa immensa laguna ti toglie il fiato, il vento gelido che spazza via le nuvole permette al sole di illuminare la laguna e far emergere le varie sfumature di rosso dovute a un pigmento di colore che viene rilasciato da un’ alga.

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Hospedaje Wallajara – ostello molto spartano, si va a letto presto, i generatori della corrente alle 21,30 smettono di funzionare, la sveglia è alle 4.30!

Day#3

Gayser – dopo circa un’ ora di tragitto, scendiamo su un paesaggio lunare, la temperatura esterna non supera gli zero gradi, non avevo mai visto niente di simile, il gayser, difatti è un fenomeno molto raro, perché si verifichi richiede la combinazione di fenomeni geologici e climatici che esistono in pochi posti al mondo. Ci divertiamo a saltare da una parte all’ altra del vapore bollente creato dal gayser, attenzione perché scotta!

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Aguas Termales – incredibile! Da un posto caldo ad un posto ancora più caldo. Certo, l’ idea di mettersi in costume a temperature gelide ci preoccupa abbastanza.. prendiamo il coraggio e ci immergiamo nelle acque termali naturali, che goduria! Niente fu più azzeccato di quel bagno di quasi un’ ora che ci ha mantenuto alta la temperatura corporea per tutto il giorno.

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Laguna Blanca – stiamo viaggiando ai confini con il Chile, attraversiamo il Desierto de Dalì e raggiungiamo questa laguna

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Laguna verde – questa fantastica laguna salata, ai piedi del Volcan Licancabur, prende il nome dal colore delle sue acque che contengono una grande quantità di rame, per vedere al meglio questo spettacolo della natura, è bene arrivare sul posto dalle 11 alle 13 e ovviamente il sole non deve essere coperto dalle nuvole.

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Usciamo dalla Riserva in cui eravamo entrati il giorno precedente

Villa Mar – in questo piccolo pueblo passeggiano struzzi, galline, lama, è qui che ci viene servito l’ultimo pasto della gita, insalata di riso con verdure..poteva andare meglio!

Valle de Rohas – formazioni rocciose rosse, grandi, dalle forme uniche, qui potrete arrampicarvi e godere di un panorama mozzafiato sulla vallata

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San Cristobal – ultimo piccolo pueblo prima di raggiungere Uyuni, qui c’ è la sede di una delle miniere di argento, zinco e piombo  più grandi al mondo. Molto carina la chiesa,interamente costruita in pietra.

Uyuni – ore 16,30 , rieccoci dove tutte ebbe inizio, ora felici e riconoscenti della natura unica e incontaminata che ci ha accompagnato per tutto il viaggio.

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#MotherNatureYouAreTheBest

 

CONSIGLI E RACCOMANDAZIONI

– maggio, il periodo in cui siamo state, corrisponde al periodo secco per cui il salario risulta completamente bianco e solido. Nel periodo delle piogge (novembre-marzo), il lago sarà ricoperto da una sottile patina di acqua che formerà dei giochi di luci tra cielo e terra

– tutto il tour si svolge al di sopra dei 3500 metri, quindi è bene prendere le giuste precauzioni, camminare lentamente e a piccoli passi, masticare foglie di coca, prendersi qualche giorno per abituarsi all’ altura…

– quando arriverete a Uyuni vi renderete conto che le Jeep in partenza per il tour saranno tantissime, ma non preoccupatevi, sul salario c’è posto per tutti

– Uyuni si può raggiungere in aereo o in bus dalle principali città della Bolivia

– fatta eccezione del salario, il freddo è pungente,  certe volte insopportabile

– gli ostelli sono molto spartani (soprattutto il secondo), non esiste riscaldamento, copritevi!

– a differenza di quanto spesso viene detto, si ha la possibilità di caricare i dispositivi elettronici negli spazi comuni degli ostelli, però se fossi in voi, una batteria extra della macchina fotografica la metterei in valigia

– se vi piace fotografare indispensabile è un teleobiettivo così che possiate cogliere la bellezza degli animali nel loro habitat naturale

-le ore da trascorrere sulla jeep sono tante,saranno circa 800 i chilometri percorsi in 3 giorni, ma fidatevi che il tempo passerà “liscio come l’ olio”, il paesaggio è unico!

– solitamente il tour prevede la partecipazione di 6 persone più l’ autista, il che vuol dire essere abbastanza stretti all’ interno della jeep,  noi eravamo in 5 perché una persona ha rinunciato

– negli ostelli c’è la possibilità di farsi la doccia con acqua calda pagando un extra di circa 10/15 bol

– il cibo è semplice e sufficiente per tutti, per precauzione portatevi una bottiglia di acqua extra

– mi raccomando, ricordatevi il costume da bagno!

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5 commenti Aggiungi il tuo

  1. Silvana ha detto:

    Grazie Fulvia bellissima descrive e foto davvero magnifiche.

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    1. ladyexplorerblog ha detto:

      Grazie mille! Mi fa piacere che ti piaccia 😘

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  2. Blondi ha detto:

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  3. Mariateresa ha detto:

    Bellissime foto ,un viaggio splendido siete coraggiose ,curiose e piene di vita un abbraccio forte anche se non ci conosciamo e buon proseguimento ciao teta

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    1. ladyexplorerblog ha detto:

      Grazie mille 😊parole che mi riempiono di gioia! Spero di poter raccontare e farti vivere esperienze meravigliose come questa in Bolivia..
      A presto!
      Fulvia

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