Bayahibe: una giornata tipo

Per circa 3 settimane ho soggiornato a Bayahibe, un colorato paesino di 3000 abitanti a sud est dell’ Isla Hispaniola (che comprende Haiti e la Repubblica Domenicana), a due ore di auto da Santo Domingo.

Bayahibe, è nata (mi piace darle un nome femminile) come piccolo villaggio di pescatori,  ma negli ultimi anni è diventata  una delle mete principali del turismo di massa americano ed europeo, tanto che sta assistendo al moltiplicarsi di resort e villaggi di lusso.

La caratteristica che rende questa località così speciale è che la sua “notorietà” non ne  ha intaccato il carattere mite e tranquillo, tipicamente caraibico.

Il risveglio avviene alle prime luci dell’alba, ma ad  un ritmo molto lento, si percepisce un intenso profumo di mare nell’aria; i pescatori partono con le loro barchette, canoe e gommoni (alcuni armati solo di fiocina e boa di avvistamento)  alla ricerca di polpi, aragoste, doradi e lambì.

E’  nelle ore centrali del mattino che Bahiaybe si anima, orde di turisti provenienti da tutta l’ isola con  bus organizzati prendono da assalto tutti i parcheggi della cittadina, si stima che  le lance e i catamarani diretti a Saona o Catalina raccolgano quotidianamente  più di 6000 persone;  a questo proposito  non mancherete di notare  i vari  PR della situazione, più o meno improvvisati, ma  tutti abbastanza affidabili, sempre  a caccia di turisti cui proporre instancabilmente le gite organizzate.

Intanto che tutto intorno le attività turistiche fremono,  la squadra locale di baseball si allena con precisione e professionalità nell’ unico campo disponibile;  durante il giorno vedrete sfilare giocatori di tutte le età, dagli adulti fino ai piccoli, quasi più bassi della mazza stessa!

L’ ora di pranzo calda e soleggiata scorre tranquilla, all’ ombra delle palme e dei mastosi alberi presenti nella Playa Publica.

All’ orario dell’ aperitivo, dopo che i turisti stanchi e bruciati dal sole sono tornati ai loro pullman per essere rispediti nei villaggi,  si aprono le danze caraibiche a suon di salsa e merengue, sorseggiando una birra Presidente rigorosamente ghiacciata.

Per l’ ora di cena si ha l’ imbarazzo della scelta, ma fondamentalmente il lungomare si divide in due zone ben distinte,  da una parte troviamo ristoranti chic e raffinati, per lo più a menù e gestione  italiana, o comunque in stile occidentale (anche nei prezzi), dall’altra invece si può scegliere tra una vasta offerta di ristorantini e caffè più spartani, a conduzione per lo più dominicana ma non solo (i francesi la fanno da padrone, ma non manca ad esempio un ristorante cileno), che offrono comunque dell’ottimo cibo, cercando di fondere la tradizione dominicana a quella del paese di origine dei vari proprietari, a volte con esiti veramente ben riusciti (tralasciando gli spaghetti alla vaniglia, diciamo che è il bello della sperimentazione).

Bayahibe offre veramente tante sistemazioni, ognuno è libero di fare la propria scelta, ma se optate per uno dei vari villaggi della zona, non badate alle dicerie e trascorrete una bella serata a Bayahibe, con i soliti accorgimenti del caso validi in qualsiasi luogo della terra (lasciate a casa gioielli e accessori di lusso o qualsiasi cosa che possa apparire eccessivo o vistoso) potete scorrazzare in assoluta libertà per il pueblo, addentrandovi per i suoi vicoli, comunque ben illuminati e sicuri, dove si possono fare incontri veramente interessanti (a me è capitato di mangiare a casa di una signora dominicana, e quando dico “casa”, intendo proprio sul suo letto, in quanto fuori diluviava).

Il dominicano può apparire un po’ insistente con il turista, visto spesso come un ricco da spennare cui offrire qualsiasi tipo di mercanzia, ma con un bel sorriso ed un “no gracias” non avrete alcun problema a proseguire oltre e godervi una bella serata rilassante in puro stile caribe, in compagnia ovviamente della vitamina R, el Ron!

Farete fatica ad apprezzare Bayahibe al primo sguardo, ma già dalla seconda volta che vi trascorrete un paio di ore ve ne innamorerete.

 

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3 commenti Aggiungi il tuo

  1. Silvana ha detto:

    Bello! Aiutano sempre i commenti di chi ha vissuto in prima persona e in autonomia un’esperienza di viaggio!
    Silvana

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  2. Caterina ha detto:

    Bello Fulvia. E solo da ieri che ho scoperto il tuo blog!!!! E devo farti i miei complimenti. Mi immedesimo talmente nel leggere le tue esperienze che ho come la sensazione di viverle… Caterina

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    1. ladyexplorerblog ha detto:

      Grazie Caterina sei troppo gentile, cerco di fare del mio meglio, avrei bisogno di qualche dritta del tuo genero 🙂
      State bene?? un bacione grande a tutti

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